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PREMESSA

Nel corso dell’ultimo anno si è molto discusso su successi ed insuccessi del nostro SSN, su quello che ha funzionato facendo sorgere difformità tra Servizi Sanitari Regionali, e che ne hanno determinato modalità ed approcci diversi nella gestione della malattia pandemica da coronavirus. È emersa la necessità di avere nel complesso una buona sanità sia del territorio che dell’ospedale, pronta con adattamenti rapidi e flessibili alle nuove necessità dovute alla diffusione di una malattia trasmissibile che ci ha travolti.

Negli ultimi mesi il dibattito si è focalizzato sul Recovery fund e per la prima volta dopo anni di disinvestimento sul servizio sanitario pubblico si è percepito il suo grande valore, aprendosi una fase di investimenti che richiede grande ponderazione per allocare risorse dove effettivamente si annidano le maggiori necessità per il benessere dei cittadini.

Analizzando i vari ambiti della nostra sanità sono evidenti quelle differenze regionali o aziendali (ASL) che derivano da processi culturali ed organizzativi avviati o appena accennati o abbandonati nel tempo. Vanno considerate le opportunità che ci “offre” la “pandemia”, e le conseguenti riflessioni e risorse che avremo a disposizione per decidere quali processi abbandonare, poiché non aggiungono valore e salute, e quali invece promuovere diffusamente.

Molte buone pratiche sono sotto gli occhi di tutti anche e soprattutto nel cosiddetto territorio che è la parte che soffre della maggiore frammentazione nella risposta ai bisogni della popolazione, suddivisa fra molteplici figure professionali e servizi, diversità contrattuali (dipendenza, convenzione, libera professione…), Istituzioni di riferimento.

La gestione della complessità ha bisogno di formazione su capacità di lavorare in team, collaborare, operare con modalità di coordinamento e rete, fiducia reciproca.

L’INIZIATIVA

In conseguenza di quanto esposto nella premessa è emersa l’opportunità di organizzare nel 2021 una serie di eventi concatenati secondo un filo logico con l’obiettivo di ragionare su quale modello di sanità vogliamo perseguire, rafforzando le componenti che durante lo stress della pandemia hanno mostrato la loro utilità e ripensando radicalmente in ottica nuova e con nuovi strumenti tutto ciò che invece si è dimostrato inadatto e fragile.

Con un focus sull’onco ematologica, si analizzeranno gli ambiti dove proporre il cambiamento, innovando là dove sono sorte criticità sia strutturali che organizzative.

L’approccio iniziale sull’area onco-ematologica potrà essere utile per definire un modello di analisi e ricerca di soluzioni da applicare successivamente in altri ambiti terapeutici.

La Regione Toscana potrebbe diventare così un “laboratorio di attività in progress”, dove sperimentare per migliorare, e quindi cercare modalità innovative per fornire servizi in risposta ai bisogni dei Cittadini / Pazienti, partendo proprio dall’Oncologia.

IL BOARD TECNICO-SCIENTIFICO

Per quanto più sopra esposto, una serie di professionisti ed esperti formeranno un board e si incontreranno per individuare i temi fondamentali su cui incernierare il cambiamento, implementandoli successivamente nel corso dell’anno in diversi tavoli monotematici, al fine di produrre un documento di consenso che indichi la strada più percorribile e più facile per arrivare prima a dare le risposte ai bisogni dei più fragili, mettendo in sicurezza una Sanità che fa Sistema.

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