
25 Mag / 14:30–18:30
Carcinoma metastatico della mammella: esperienza in Toscana — Tavola rotonda
Premessa
La biopsia liquida negli ultimi anni ha iniziato a ridefinire il modo in cui osserviamo e comprendiamo la malattia oncologica: non più solo un’istantanea ottenuta da un prelievo tissutale, ma un flusso continuo di informazioni che emerge direttamente dal sangue del paziente.Tecnologia e clinica possono convergere per trasformare la pratica medica: la combinazione tra l’analisi delle cellule tumorali circolanti e del DNA tumorale circolante permette infatti di cogliere in tempo reale l’evoluzione della malattia, offrendo al clinico uno strumento sensibile per comprendere la risposta terapeutica, intercettare mutazioni emergenti e orientare decisioni sempre più mirate.
La semplicità del prelievo di sangue, accostata alla profondità delle informazioni ottenute, riflette la direzione verso cui si muove la medicina di precisione: interventi sempre più personalizzati, guidati da dati dinamici e clinicamente rilevanti.
Focus sulla Regione Toscana
Il contesto toscano offre oggi un osservatorio particolarmente significativo sul valore clinico e organizzativo della biopsia liquida. La sua adozione, infatti, mostra differenze rilevanti tra le tre aree vaste della Regione, con conseguenti disomogeneità nell’accesso, per cui non tutti i pazienti eleggibili riescono a beneficiare tempestivamente del test.
Questa frammentazione si riflette anche nella pratica diagnostica: la biopsia tissutale, pur rimanendo un riferimento fondamentale, offre una fotografia statica della malattia e può non intercettare mutazioni che emergono nel tempo, soprattutto nelle fasi di progressione. Colmare tale gap è cruciale per garantire terapie realmente mirate, specie in un contesto – come quello del carcinoma mammario metastatico – in cui l’evoluzione molecolare del tumore può modificare radicalmente le opzioni disponibili.
Alla luce di queste dinamiche, emerge con chiarezza l’opportunità di un confronto regionale autorevole e multidisciplinare, su come strumenti innovativi possano integrarsi nei percorsi diagnostici e terapeutici, e su quali prospettive future la biopsia liquida apra nella gestione del paziente oncologico.
Il progetto avrà come unica finalità l’approfondimento del tema biopsia liquida, non verranno trattati farmaci.
Tavola rotonda Carcinoma metastatico della mammella: esperienza in Toscana
Una tavola rotonda con la partecipazione di direzioni sanitarie, oncologi, anatomo patologi, biologi molecolari, rappresentanti della governance e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di armonizzare criteri, percorsi e modalità di utilizzo della biopsia liquida in Toscana.
Si propone un’iniziativa di dialogo dal titolo “Carcinoma metastatico della mammella: esperienza in Toscana”, pensata come momento di analisi condivisa del percorso clinico e organizzativo del paziente, con l’intento di definire un documento di indirizzo – un PDTA regionale – capace di standardizzare il processo, ridurre le disomogeneità e valorizzare il ruolo della biopsia liquida come strumento innovativo, minimamente invasivo e in grado di guidare scelte terapeutiche più precise e sostenibili.
Il tema appare di grande attualità grazie anche al recente emendamento 64.3 alla Legge di Bilancio 2025 approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, che, in tema di prevenzione, “prevede l’utilizzo di 238 milioni a decorrere dal 2026.
Programma
Con il contributo non condizionante di
